Buona festa dei nonni (con manuale di sopravvivenza annesso)

Ebbene sì, è arrivata la festa dei nonni! I più attenti di voi se ne sono accorti accompagnando il figlio a scuola, magari, dove il tema è particolarmente sentito: striscioni, lavoretti, giornate a tema. Per i meno attenti invece, lo ricordiamo noi di Matacena: la prima volta che i nonni hanno avuto una festa a loro dedicata è stata negli Stati Uniti nel ’78 (sotto l’allora presidente Jimmy Carter). Negli stessi anni nasceva in Italia un movimento con lo scopo di “istituzionalizzare” anche nel Belpaese questa ricorrenza.

Ufficialmente, dal 2005 (con la legge 159/2005) l’Italia ha una festa dei nonni.

Nel frattempo, il mondo è cambiato e lo stesso ruolo dei nonni negli equilibri domestici e familiari, anche economici, è completamente stravolto rispetto al ’78 (ma anche rispetto allo stesso 2005). Gli studi a tal proposito sono tanti, noi citiamo l’ultimo in ordine di tempo di Coldiretti (si legga qui). In questo momento storico i nonni sono un ammortizzatore sociale: per il 37% degli italiani i nonni sono un fattore determinante per contribuire al reddito, nonostante secondo l’Inps il 63,1% prenda meno di 750 euro al mese.

Il 35% guarda ai nonni come un valido aiuto per seguire i bambini fuori dall’orario scolastico, il 17% ne apprezza i consigli e l’esperienza, il 4% si avvantaggia del loro sostegno lavorativo a livello domestico. 

Un’altra indagine ProntoPro stabilisce che, al netto di quanto fanno in una giornata, i nonni dovrebbero percepire 2000 euro al mese.

festa dei nonni moderni

Da un punto di vista squisitamente sociale, i nonni di oggi spesso lavorano ancora, sono giovanili e attivi, ma “non per questo meno pronti a riversare sui nipotini in arrivo tonnellate di coccole, come da tradizione”. E da questa idea nasce il Manuale di sopravvivenza per nonni di oggi” di Caroline Cotinaud. La scrittrice ha elaborato un testo sulla nonnitudine nel nuovo millennio che diventa un pratico vademecum per i nonni per sopravvivere alla vita moderna. Un libro non certo serioso ma sicuramente serio, che affronta con leggerezza temi anche parecchio complessi. E soprattutto, un bel regalo per mostrare tutta la riconoscenza che un nipote (e un figlio) porta per suo nonno.

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