I Nonluoghi raccontati da Marc Augé

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Cos’è un nonluogo? I nonluoghi – secondo l’autore del libro Marc Augé, che in qualche modo li teorizza – sono quegli spazi dell’anonimato ogni giorno più numerosi e frequentati da individui simili ma soli.

Nonluoghi sono sia le infrastrutture per il trasporto veloce (autostrade, stazioni, aeroporti) sia i mezzi stessi di trasporto (automobili, treni, aerei). Sono nonluoghi i supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie. Il nonluogo è il contrario di una dimora, di una residenza, di un luogo nel senso comune del termine. E al suo anonimato, paradossalmente, si accede solo fornendo una prova della propria identità: passaporto, carta di credito e così via.

Nel proporci un’antropologia della surmodernità, Auge ci introduce anche a un’etnologia della solitudine. Pubblicato nel 2018, il libro si è subito imposto tra il pubblico.

Trovate Nonluoghi su Oceanon.

L’autore

Antopologo ed etnologo francese, Augé ha rivestito il ruolo di Direttore di ricerca all’ORSTOM (oggi IRD) fino al 1970, quindi “directeur d’études” presso l’EHESS di Parigi, ha compiuto numerose missioni in Africa, in particolare in Costa d’Avorio e in Togo. Dalla metà degli anni Ottanta ha diversificato i suoi campi d’indagine. Ha quindi compiuto diversi viaggi in America Latina.

Partendo da un osservatorio più vicino, in Francia e in particolare Parigi, si dedica ormai da molti anni alla costruzione di una “antropologia dei mondi contemporanei”.